Terapie fisiche strumentali - PUNTO DEGA - Centro di Fisioterapia Torino

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ELETTROSTIMOLAZIONE
L’elettrostimolazione è parte integrante dei protocolli di rieducazione e di trattamento del dolore ed é utilizzata da molti anni in campo fisioterapico. Il principio è molto semplice  e riproduce fedelmente il processo attivato dalla contrazione muscolare volontaria. Quando si decide di contrarre un muscolo, il nostro cervello invia un comando sotto forma di segnale elettrico che viaggia ad alta velocità lungo le fibre nervose fino al muscolo che reagisce contraendosi. Con l’elettrostimolazione l’eccitazione è prodotta direttamente sul nervo motore da impulsi elettrici perfettamente controllati che ne garantiscono l’efficacia, la sicurezza e il comfort d’uso. L’elettrostimolazione in fisioterapia è usata essenzialmente per la rieducazione, in seguito ad un’immobilizzazione dovuta ad una lesione, i muscoli perdono alcune qualità che l’elettrostimolazione può aiutare a ripristinare. Si utilizza questo trattamento quindi per rinforzare determinati muscoli. Negli emiplegici nei quali l’elettrostimolazione viene usata per migliorare la capacità di sollevare la punta del piede e migliorare il comando dei muscoli. Il trattamento di diverse forme di incontinenza e la loro prevenzione dopo il parto. L’alleviamento di dolori cronici o acuti, ad esempio cervicalgie, lombaggini o lombosciatalgie. Il miglioramento di disturbi nelle persone che soffrono di problemi circolatori.

ELETTROTERAPIA ANTALGICA DIADINAMICA
Le correnti diadinamiche sono correnti unidirezionali ed emisinusoidali a bassa frequenza, formate da onde con impulsi sempre positivi e si ottengono modificando la corrente elettrica sinusoidale a bassa frequenza e combinandole e modulandole tra loro.
Comunemente le correnti diadinamiche vengono utilizzate a scopo antalgico,tuttavia sono in grado di realizzare anche un effetto trofico ed eccitomotorio. Le diadinamiche vengono utilizzate nel trattamento di situazioni cliniche relativamente localizzate e superficiali quali:
- tendiniti, soprattutto del polso, del gomito, delle spalle, del ginocchio e della caviglia, postumi dolorosi e traumi articolari, artropatie acute e croniche, algie muscolari.

ELETTROTERAPIA ANTALGICA TENS

La Tens terapia è un’elettroterapia antalgica che utilizza frequenze tra 2hz e 150 hz per ridurre il dolore causato da tante patologie diverse. La tecnica è quella di inviare degli impulsi elettrici sulla cute attraverso delle placche elettroconduttive. Stimolando le fibre nervose, la Tens può neutralizzare i segnali dolorifici. In fisioterapia si utilizza la Tens per:
- dolore cervicale, tendinite, cervicobrachialgia, lombosciatalgia, dolore intercostale, mal di schiena, periartrite della spalla.
La funzione di riabilitazione della Tens consiste nella capacità di ridurre il dolore e ristabilire le condizioni fisiologiche normali.

ELETTROTERAPIA INTERFERENZIALE
Le correnti interferenziali rappresentano una elettroterapia antalgica che consiste in una corrente a bassa frequenza che penetra in profondità. Per ottenerla si devono applicare sul corpo due correnti a media frequenza le quali interagiscono creando un terzo impulso a bassa frequenza variabile. Per ottenere questa interferenza si applicano al paziente quattro elettrodi disposti a quadrato, tenendo al centro la zona da trattare. La caratteristica principale delle correnti interferenziali è la capacità di penetrare più in profondità rispetto alle altre elettroterapie, per arrivare in profondità non c’è bisogno di impostare un’intensità alta. In elettroterapia si utlizzano le correnti interferenziali per ottenere un effetto antalgico ovvero per eliminare il dolore e per ottenere un effetto eccitomotorio in modo da eliminare il gonfiore, ma non per rinforzare i muscoli. Le correnti interferenziali causano una vasodilatazione utile nell’eliminazione delle sostanze che provocano l’infiammazione cronica,in questo modo si attenua il dolore.
Questa terapia è indicata in caso di:
- cervicalgia cronica, lombalgia muscolare o mal di schiena, dorsalgia, artrosi.

IONOFORESI

La ionoforesi consiste nella somministrazione di un farmaco per via transcutanea sfruttando una corrente continua che viene prodotta da un’apposita strumentazione. Può essere applicata in diversi campi della medicina, per quanto riguarda la fisioterapia essa viene impiegata nel trattamento di:
- artrosi, artrite, sciatica, strappi muscolari.
La somministrazione dei farmaci attraverso la ionoforesi è praticamente indolore. Essa si avvale di un apposito generatore di corrente continua a bassa intensità, il generatore dotato di appositi sistemi di controllo crea un campo elettrico che viene trasmesso tramite due elettrodi, uno positivo e l’altro negativo; gli elettrodi vengono posizionati sulla cute del soggetto in prossimità della zona che necessita del trattamento farmacologico. Il farmaco che deve essere veicolato con la ionoforesi viene posto sull’elettrodo che corrisponde alla sua polarità e che è quello che verrà posizionato nella zona che necessita di trattamento, mentre l’altro verrà posizionato nelle vicinanze. Alcuni fra i farmaci più utilizzati in ionoforesi sono l’acetilsalicilato di lisina, il dicoflenac sodico, il flumetasone, l’idrocortisone il ketoprofene, la novocaina, le vitamine B1 e B2, la benzidamina e la carbaina. La ionoforesi è una tecnica terapeutica indolore, ma inizialmente si potrà avvertire una leggera sensazione di calore, mentre in seguito si avvertirà generalmente un po’ di pizzicore. Nel caso che il soggetto avverta bruciore è necessario che il trattamento venga sospeso.

LASERTERAPIA

La laserterapia utilizza gli effetti dell’energia generata da sorgenti di luce laser. Il raggio laser entra nei tessuti e provoca una risposta biochimica sulla membrana cellulare e all’interno dei mitocondri. Gli scopi della laser terapia sono sostanzialmente due: antidolorifico e antinfiammatorio. L’azione antidolorifica è dovuta all’aumento della soglia della percezione delle terminazioni nervose e dalla liberazione di endorfine. L’effetto antinfiammatorio è dovuto all’aumento del flusso sanguigno conseguente alla vasodilatazione. I campi di applicazione della laser terapia sono:
- artralgie di varia natura sia reumatica che degenerativa (epicondiliti, gonalgie con o senza versamento, miositi, poliartriti, sciatalgie, lombaggini);
- traumatologia generale (distorsioni articolari, tendinite, tenosinoviti croniche, stiramenti muscolari, ecchimosi, borsiti, entesiti, strappi muscolari, fenomeni artrosici, patologie da sovraccarico, ulcere e piaghe, postumi traumatici);
- riabilitazione motoria post intervento chirurgico,post rimozione di gessature o fasciature rigide.
La Laserterapia si basa su effetti fotochimici e fotobiologici nelle cellule e nei tessuti. La luce laser stimola i mitocondri della cellula e la ricarica di energia, la "ripara" nel caso di situazioni traumatiche o degenerative, riportando alla norma la cellula stessa.

MAGNETOTERAPIA

Gli impulsi elettromagnetici a bassa frequenza vengono utilizzati per la cura di diverse sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee. Gli impulsi elettromagnetici eccitando le cellule aiutano la rigenerazione dei tessuti ossei e cutanei, migliorano la circolazione sanguigna e stimolano la produzione di endorfine da parte del sistema neurovegetativo riducendo il dolore che accompagna lo stato infiammatorio. La magnetoterapia stimola l’assimilazione del calcio.
È indicata nelle fratture recenti o ritardo di consolidazione, osteoporosi, morbo di Sudeck, pseudoartrosi, artropatie di natura infiammatoria e degenerativa.

TECARTERAPIA

La tecarterapia (Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo) è una tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antinfiammatori. La ragione d’essere della Tecarterapia sta nella constatazione che ogni patologia osteo-articolare dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito. L’idea di trasferire energia ai tessuti infortunati è comune a molte terapie (radar, marconiterapia, magnetoterapia), ma tutte queste somministrano energia proveniente dall’esterno. La Tecarterapia agisce diversamente, essa infatti richiama le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante. La Tecarterapia è stata applicata inizialmente nel mero ambito sportivo, in particolar modo in quello agonistico, un settore in cui accelerare i tempi di guarigione e di ripresa dell’attività ha un’importanza notevole. Le esperienze positive e gli ottimi risultati conseguiti hanno poi fatto sì che la Tecar si sia estesa e si stia tutt'ora estendendo in diversi altri ambiti. Sono tre le cosiddette azioni chiave della tecarterapia, azioni che vengono espletate secondo due modalità di funzionamento, ovvero quella capacitiva e quella resistiva; la prima ha il suo campo d’azione sui tessuti e sulle strutture maggiomente idratate come i muscoli, i vasi sanguigni e i vasi linfatici, mentre la modalità resistiva agisce su tessuti e  strutture con alta densità connettivale (capsule articolari, cartilagini, cordoni fibrotici, legamenti, osso, tendini ecc.). La prima azione chiave è quella relativa alla stimolazione della microcircolazione, la seconda consiste nell’aumento della vasodilatazione, mentre la terza è relativa all’aumento della temperatura endogena.
Le indicazioni alla Tecarterapia sono numerose, fra le patologie o le condizioni nelle quali si sono ottenuti buoni risultati ricordiamo:
- le lesioni traumatiche di tipo acuto, i postumi di fratture, i deficit articolari, l’epicondilite, la sindrome della cuffia dei rotatori, la tendinite rotulea, la cisti di Baker, la fascite plantare, la metatarsalgia, la tendinite dell’achilleo, la gonartrosi, la rizoartrosi, la coxartrosi, le coxalgie, la cervicalgia, la cervicobrachialgia, la lombosciatalgia, la sindrome del tunnel carpale, le artropatie da patologie autoimmuni.
La Tecarterapia è una delle terapie ad alto indice di efficienza, non ha né controindicazioni né effetti collaterali e ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola più volte al giorno inoltre può essere associata senza problemi ad altre terapie, come la terapia manuale.

ULTRASUONOTERAPIA

L’ultrasuonoterapia,con la corrente di stimolazione, è una delle forme più comuni di terapia fisica. L’ultrasuono è classificata come terapia termica meccanica. Secondo i parametri di terapia si ottiene un effetto termico o un micromassaggio nei  segmenti del tessuto trattato. Gli effetti dell’ultrasuono terapia possono essere riassunti come segue:
- iperemia;
- accelerazione della funzione metabolica;
- aumento dell’elasticità della struttura del tessuto connettivo (fibre collagene);
- riduzione del dolore;
- deionizzazione  muscolare e risoluzione degli spasmi;
- accelerazione del processo di guarigione;
- stimolazione della consolidazione ossea in caso di fratture.
Per eseguire correttamente una seduta di ultrasuonoterapia è necessario assicurare una perfetta aderenza tra superficie cutanea e testina emittente, perché la presenza di falde d’aria limita la penetrazione degli ultrasuoni. Per favorire l’aderenza si impegnano sostanze grasse o le applicazioni si svolgono in acqua.

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